2. Simonetta Agnello Hornby – La Mennulara.

2La Mennulara – Simonetta Agnello Hornby

Io, che sono piemontese, devo spremermi le meningi per ricordare un libro che descriva il Piemonte, mentre senza pensarci un attimo me ne vengono in mente almeno quindici —dai Viceré al Commissario Montalbano, passando dal Gattopardo e Dacia Maraini— in cui la protagonista è la Sicilia.

In questi giorni sto rileggendo La Mennulara di Simonetta Agnello Hornby, la mia preferita tra le scrittrici che sono emerse negli ultimi anni, fondamentalmente perché trovo che scriva bene, senza troppe pretese di modernità.

La Mennulara si apre con la morte del personaggio che dà titolo al libro: una donna di origini umilissime, che dopo aver fatto la raccoglitrice di mandorle da bambina (mennulara, appunto, in dialetto siciliano), si è guadagnata la vita facendo la cameriera presso una famiglia altolocata. Ma perché i suoi padroni reagiscono in modo tanto strano alla sua morte, tessendone le lodi prima e parlandone malissimo poi? Perché un importante capo mafia si fa vedere al suo funerale? E perché gli Alfallipe avevano lasciato che una cameriera quasi analfabeta amministrasse (peraltro oculatamente) il loro patrimonio? Da dove tirava fuori i quattrini con cui discretamente aiutava la famiglia che aveva servito? Attraverso le illazioni delle varie persone che hanno conosciuto la Mennulara, Simonetta Agnello ci svela a poco a poco i particolari che spiegano questo piccolo mistero e dipinge, al tempo stesso, un affresco della società siciliana in un piccolo paese della prima metà del Novecento. Un libro dal finale sorprendente, poco impegnativo ma molto interessante e divertente.

Se siete amanti della cucina siciliana, della stessa autrice potete leggere anche Un filo d’olio: un libretto in cui la Agnello rievoca le vacanze estive della sua infanzia, passate nella casa di famiglia in campagna. Scritto a quattro mani con la sorella, è corredato da una preziosa selezione di ricette di cucina siciliana casalinga. Io ne ho provata qualcuna, e sono da leccarsi i baffi!